Reform - Formazione per la Sicurezza sul Lavoro
formazione dei dipendenti neoassunti

Formazione dei dipendenti neoassunti entro 60 giorni? Perché quella regola non esiste più (e cosa rischi se la applichi ancora)

Tra le domande che più spesso ci vengono poste durante consulenze e corsi aziendali ce n’è una che continua a riemergere: “È vero che abbiamo 60 giorni di tempo per formare i nuovi assunti sulla sicurezza?” 

È una domanda più che legittima — anche perché per anni quella finestra temporale è stata citata e applicata da moltissime aziende, spesso in buona fede e con l’intento di gestire al meglio situazioni pratiche complesse, come urgenze produttive o inserimenti rapidi. 

Oggi, però, con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, quella “regola” non è più valida. E conoscere bene come è cambiata la norma è il modo migliore per tutelare sia l’impresa che i lavoratori. 

Da dove nasceva la regola dei 60 giorni 

Il famoso “termine dei 60 giorni” aveva origine nel vecchio Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. In una sua disposizione transitoria, si leggeva che — solo in caso di impossibilità — la formazione dei neoassunti poteva essere completata entro e non oltre 60 giorni dall’assunzione

Un’indicazione che, all’epoca, fu pensata per dare un po’ di respiro alle aziende alle prese con le prime applicazioni del D.Lgs. 81/08. Tuttavia, quella finestra di tempo non aveva una base nella norma primaria, e già allora molti giuristi sottolinearono che la vera regola fosse quella stabilita dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008.

Cosa prevede oggi la legge sulla formazione dei lavoratori 

L’articolo 37, comma 4, del D.Lgs. 81/08, è molto chiaro: “La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico devono avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro.” 

In altre parole, la formazione deve essere erogata prima che il lavoratore inizi effettivamente la sua attività, non dopo. Questo principio è rimasto invariato dal 2008, ma il nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025 ha finalmente tolto ogni ambiguità, eliminando il riferimento ai “60 giorni” e confermando che la formazione dev’essere effettuata in occasione della costituzione del rapporto di lavoro

Non si tratta di una novità punitiva, ma di un chiarimento atteso da anni, che aiuta le imprese a sapere con certezza quando agire e come organizzarsi. 

Cosa cambia concretamente per le aziende 

Con il nuovo Accordo, non c’è più alcun margine temporale tra assunzione e formazione. Il lavoratore deve ricevere sia la formazione generale che quella specifica prima di essere adibito alla mansione. Questo vale anche per i lavoratori somministrati, che devono essere formati prima dell’inizio dell’utilizzazione

In pratica, se fino a qualche tempo fa poteva esserci un po’ di “elasticità” dovuta a interpretazioni diverse, oggi la strada è tracciata: la formazione va pianificata subito, già nella fase di inserimento o onboarding. 

E non è solo una questione di rispetto della norma. 
Formare i nuovi assunti da subito significa ridurre gli infortuni nelle prime settimane di lavoro — statisticamente le più delicate — e creare una cultura aziendale della sicurezza che rafforza la fiducia, la produttività e la serenità del team.

Un caso concreto che fa riflettere 

Una sentenza della Cassazione Penale (Sez. IV, n. 6301 del 13 febbraio 2024) ha ribadito questo principio con un esempio molto concreto: un lavoratore somministrato, formato solo in parte, aveva subito un grave infortunio durante l’attività di lettura contatori. 

L’azienda aveva organizzato la formazione generale di 4 ore, ma aveva rimandato quella specifica — prevista e programmata — a un momento successivo. 
Il tribunale ha stabilito che l’affiancamento di un collega esperto non sostituisce la formazione formale, e che la datrice di lavoro avrebbe dovuto attendere il completamento del percorso formativo prima di adibire il lavoratore alla mansione. 

La Corte ha inoltre sottolineato che, se la formazione specifica fosse stata erogata, l’infortunio avrebbe potuto essere evitato: il lavoratore avrebbe conosciuto le corrette procedure operative e le distanze di sicurezza da mantenere durante il sollevamento del chiusino. 

Una decisione che aiuta a comprendere come la formazione preventiva non sia solo “un documento in più”, ma una barriera di protezione reale, capace di evitare incidenti e responsabilità penali. 

Come gestire oggi la formazione dei dipendenti neoassunti 

Ecco alcune buone pratiche che possono aiutare le imprese ad adattarsi alla nuova impostazione: 

  1. Inserire la formazione nella fase di onboarding. 
    Pianificare la formazione generale (anche in e-learning, dove ammesso) e quella specifica già prima dell’inizio effettivo del lavoro. 
  2. Mai affidarsi solo all’affiancamento. 
    L’esperienza dei colleghi è utile, ma non sostituisce la formazione. 
  3. Documentare ogni passaggio. 
    Registri presenze, test finali e attestati sono elementi fondamentali in caso di controlli o verifiche. 
  4. Coordinarsi con le agenzie di somministrazione. 
    Nei casi di lavoratori interinali, è importante verificare che la formazione sia stata effettivamente completata prima dell’utilizzazione o verificare con l’agenzia interinale lo stato del percorso formativo. 
  5. Valutare la formazione pregressa del lavoratore  Alcuni percorsi formativi già svolti dai lavoratori neoassunti, possono essere riconosciuti come validi, ad esempio quelli relativi all’uso delle attrezzature di lavoro o alla formazione generale. 
  6. Rivedere le procedure interne. 
    Aggiornare le policy aziendali in modo da integrare formazione, addestramento e sorveglianza sanitaria come tappe obbligatorie del percorso di inserimento. 

Formazione dei dipendenti neoassunti: un investimento in sicurezza e fiducia 

Il “mito dei 60 giorni” appartiene ormai al passato. 
Ma non si tratta di un errore da rimproverare: per anni la norma è stata ambigua, e molte aziende hanno agito in buona fede. Oggi, però, il quadro è più chiaro e offre l’opportunità di organizzare meglio la gestione dei nuovi ingressi, con percorsi formativi immediati, documentati e coerenti con i rischi reali. 

In fondo, la formazione non è mai solo un adempimento: 
è il primo gesto di accoglienza verso chi entra in azienda, un investimento in consapevolezza e sicurezza che fa bene a tutti — dal datore di lavoro al neoassunto. 

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